A.S.L. 1 VENOSA
La menopausa " un fatto culturale ? " di Battistina Pinto

Oggi più di ieri si parla di menopausa perché noi donne, che abbiamo combattuto per una migliore qualità della vita, non vogliamo invecchiare secondo il modello proposto dalle nostre mamme; non ci piace, perché è come se le avessimo percepite sempre anziane, negando loro la giovinezza, la bellezza, la sessualità. In questa paura di essere così riconosciute, ce la mettiamo tutta per vivere serenamente la nostra età.

     La Menopausa non ci deve spaventare: è vero, costituisce un passaggio fondamentale nel rapporto con il proprio corpo e con la propria mente. Tale transizione non è solo un fatto biologico, un processo interiore, essa rappresenta un momento cruciale dell’esistenza femminile che merita di essere considerato in tutte le sue componenti, a partire dal suo significato culturale e sociale.La menopausa è una fase della vita che non è stata e non viene accolta quasi mai serenamente dalla donna della nostra cultura occidentale, dove il cliché dominante è l’eterna giovinezza: corpi perfetti, visi senza rughe, dinamismo ed efficienza.

      In altre culture l’invecchiamento è un fatto naturale, non drammatico. In questi paesi le donne non provano alcun disagio al suo arrivo, perché attribuiscono ad essa altri valori, diversi da quelli della nostra cultura e dal nostro modo di organizzarci la vita, mettendo in risalto l’esperienza, la maturità, la saggezza, anziché l’aspetto fisico. Dovremmo saper coniugare i due aspetti, e per fare ciò bisogna che impariamo a guardarci dentro e fuori, in quanto la cessazione dei flussi mestruali, in seguito al venir meno della funzione endocrina e gametopoietica delle ovaie, viene di solito accompagnata da una serie di disturbi generali, che esprimono l’adattamento dell’organismo al nuovo equilibrio fisiologico.

L’ Informazione è essenziale  affinché la menopausa si annunci e decorra serena, la donna deve conoscere i cambiamenti che si verificano in lei e le possibili risposte alle loro esigenze.Non è raro il ricorso ai farmaci, ma sicuramente la risposta alle cure dipende molto dall’atteggiamento che si assume nei confronti di questo evento.

 

Niente paura, ogni donna sa che deve prepararsi per intraprendere un percorso diverso da quello calpestato per lungo tempo, sa che deve fare i conti con nuovi ritmi biologici, che quello che era ieri, forse non è più, e che deve essere più attenta di ieri alla sua salute. Nonostante la consapevolezza che accanto agli aspetti negativi ce ne sono altri positivi, la brusca accelerazione dei processi d’invecchiamento scatena una serie di meccanismi inconsci, inoltre un complesso di fattori psicologici, sociali e culturali fa si che la donna avverta una profonda crisi sul fronte della propria identità che tradizionalmente le ha imposto due dimensioni fondamentali: la maternità e la femminilità. Dimensione battezzata nell’adolescenza, vissuta nell’età adulta e dissoluta nell’età post-fertile.

 

Il prof. Mellis trattando questo tema dice: “Bisognerebbe arrivare alla menopausa al massimo dello splendore e per raggiungere lo scopo, si deve partire da lontano, magari dalla pubertà”,  focalizzando l’attenzione sulla prevenzione.

       Uno stile di vita sano, ,una regolare attività fisica, una dieta adeguata, la riduzione del fumo e dell’uso dell’alcool ed un’opportuna esposizione al sole ( così come molte ricerche hanno dimostrato) risultano efficaci per la prevenzione sia delle malattie cardiovascolari che dell’osteoporosi. tutto ciò coadiuvato dalla conoscenza e dalla consapevolezza si traducono sempre di più in un rapido recupero del benessere psico-fisico ed una migliore qualità di vita .

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