GLAUCOMA

I glaucomi sono un gruppo molto diversificato di malattie oculari, accomunate dalla presenza di un danno cronico e progressivo del nervo ottico, con alterazioni caratteristiche dell'aspetto della testa del nervo ottico, dello strato delle fibre nervose retiniche, anche in assenza di altre malattie oculari. Sono malattie importanti poiché possono provocare lesioni non reversibili. La più frequente forma di glaucoma (glaucoma primario ad angolo aperto) è per lo più asintomatica, e viene spesso riscontrata in occasione di una visita oculistica eseguita per altri motivi. I meccanismi attraverso i quali si sviluppa un glaucoma, sono ancora in parte sconosciuti, ma sono stati individuati numerosi fattori di rischio, che si associano alla malattia, tra cui si segnalano in particolare: Pressione oculare elevata, età, familiarità, pachimetria corneale centrale, e fattori vascolari.

Pressione oculare elevata

È il primo tra i fattori di rischio che sono stati individuati. Non esiste un valore di pressione normale in assoluto, ed il livello di pressione a cui si possono manifestare i danni è variabile nei singoli individui. Prendendo in considerazione popolazioni di soggetti suddivise per valori di pressione oculare, la frequenza del glaucoma aumenta progressivamente nei gruppi di individui con pressioni oculari maggiori. Chi ha una pressione oculare sempre al di sotto di 18 mmHg ha un bassissimo rischio di sviluppare un glaucoma.

La pressione oculare rimane ancora uno dei fattori di rischio più importanti, e quello che si può correggere più efficacemente con le terapie.

Età

La frequenza della malattia nella popolazione aumenta sensibilmente dopo i 40 anni di età e non si avvertono differenze tra un sesso e l'altro.

Familiarità

Chi ha un parente di primo grado affetto dalla malattia, corre un rischio da 4 a 10 volte maggiore di manifestarla. Sono stati già individuati alcuni geni sicuramente legati alla comparsa del glaucoma.

Terapia

La terapia può essere: medicinali da assumere a vita, parachirurgica (intervento al laser) oppure chirurgica. La prima è la più diffusa, mentre le ultime due sono tendenzialmente adottate solo per i casi più gravi. Di solito la terapia farmacologica è incentrata sulla somministrazione di appositi colliri mentre l'intervento consiste in una trabeculectomia (letteralmente: "taglio del trabecolato", che è il canale di fuoriuscita dell'umor acqueo). L'utilità della parachirurgica è limitata a pochi casi.

Le aree del campo visivo perse a causa dei danni provocati al nervo ottico non possono essere recuperate con nessuna delle tre terapie. La terapia ha funzione esclusivamente conservativa o preventiva nei confronti di un ulteriore danno della visione ed evitare la cecità. Tutte e tre le terapie hanno lo stesso scopo di facilitare il deflusso dell'umor acqueo dove si è creata un'ostruzione, rimuovendola se c'è, oppure nei punti in cui è più conveniente far defluire la produzione in eccesso di umor acqueo.

La terapia medica è basata essenzialmente sull'uso di colliri che hanno la funzione di ridurre la produzione di umor acqueo o aumentarne l'eliminazione; il capostipite è stato la pilocarpina, estratto da una pianta tropicale e noto fin dal 1870. Per circa un secolo è rimasto l'unico presidio ma oggi è poco usato a causa di alcuni fastidiosi effetti collaterali. Attualmente sono usati maggiormente i Betabloccanti, gli inibitori dell' anidrasi carbonica, gli alfa stimolanti e le prostaglandine con il capostipite Latanoprost, in commercio dal 1997.

Cause

L'aumento del tono oculare può essere provocato da:

Nei casi in cui il glaucoma fosse provocato da una delle cause sopra citate, si parla di glaucoma secondario, altrimenti si tratta di glaucoma primitivo.

Glaucoma primitivo

Ci sono diverse specie di glaucoma primitivo: