A.S.L. 1 VENOSA

Via Roma 187

85029 VENOSA (Pz)

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Attivazione Punti Della Salute – Nuova Formulazione

Progetto a carattere di sperimentazione gestionale finalizzato all’attivazione di 10 Punti della Salute

DENOMINAZIONE DEL PROGETTO: GESTIONE SPERIMENTALE “PUNTO SALUTE” ASL 1

Premessa

L’Azienda USL n.1 di Venosa nel corso del 2002 ha redatto il “Piano della Salute”, nel quale in una visione unitaria convergono le esigenze di assistenza socio-sanitaria e di prevenzione, con una rinnovata attenzione alle esigenze anche inespresse del cittadino, in una gestione comune tra Azienda Sanitaria ed Enti Locali. Il Piano si propone l’obiettivo di sperimentare un’organizzazione territoriale per la cura, l’assistenza sociale e sanitaria, il monitoraggio delle malattie a rilevanza sociale mediante l’attivazione di una rete di interventi integrati psico-socio-sanitario-telematici che:

-      superi la separazione tra intervento sanitario e intervento psico-sociale;

-      annulli le distanze fra la struttura di cura ed i pazienti;

-      faccia muovere le informazioni e gli operatori sanitari e non gli utenti;

-      decentri virtualmente alcuni servizi ospedalieri su siti remoti;

-      privilegi il “caring” come aspetto fondante dell’intervento di cura;

-      coniughi l’aver cura con la cura;

-      elevi il livello di consapevolezza del paziente nei confronti della malattia, della cura e del sistema di relazioni in cui interagisce.

L’ipotesi da cui muove il Piano individua un sistema che sia capace di rendere più funzionali i percorsi diagnostici e di cura, migliorando al contempo la qualità globale di vita dell’utente-persona. L’attuazione di tale ipotesi di lavoro prevede la creazione di “Punti Salute” che divengono luogo di riferimento territoriale per il ben-essere della persona, mediante misure di integrazione socio-sanitaria.

Nell’ambito di una progressiva valorizzazione delle funzioni di assistenza sanitaria e sociale svolte dal distretto è importante garantire l’accesso al sistema di assistenza in maniera equa, tempestiva, idonea, garantendo la presa in carico del paziente e l’assistenza nella “navigazione” all’interno delle strutture sanitarie e sociali,  in modalità “assistita”.

L’ipotesi della sperimentazione gestionale, di cui si dettaglierà nel seguito, è pertanto quella di diffondere nel territorio un insieme di punti di accesso, denominati “Punti Salute”, che consentano al cittadino di pervenire alla fruizione dei servizi là dove egli vive, agevolando il contatto con le strutture sanitarie e sociali.

Di rilevante importanza per il raggiungimento degli obiettivi alla base dei “Punti di Salute” è l’utilizzo delle tecnologie ICT (Information and Communication Technology) le quali consentiranno di rendere accessibili le risorse specialistiche tipiche dell’assistenza intensiva dei presidi ospedalieri “a distanza”, sia nelle fasi diagnostiche e di screening preliminare che in quelle successive alla prestazione ospedaliera.

Un ulteriore utile miglioramento derivante dall’intervento è costituito dalla possibilità di predisporre, attraverso i “Punti Salute”, un monitoraggio epidemiologico e realizzare un sistema di verifica dell’efficacia delle prestazioni sanitarie e sociali rese al cittadino e della loro relativa qualità attraverso l’osservazione del ‘follow-up’ della prestazioni rese, contribuendo a rafforzare la fiducia dell’utente nelle istituzioni.

La necessità di “ridisegnare” il sistema dell’assistenza sociale e sanitaria sul territorio è, altresì, un’esigenza derivante dal nuovo quadro normativo di riferimento, che attribuisce agli Enti Locali ed alle Aziende Sanitarie competenze ed obblighi, che pur agendo sullo stesso bisogno, ritagliano ambiti di intervento ben delineati e concorrenti al soddisfacimento dell’esigenza.

In particolare, l’impianto normativo di riferimento, è costituito dalle seguenti leggi:

·        Legge 142/90 – “Ordinamento sulle autonomie locali” e successive modificazioni ed integrazioni;

·        Legge 266/91 – Legge Quadro sul Volontariato;

·        Legge 381 del 1991 – Disciplina sulla cooperazione sociale;

·        D.Lgs 502/92 – Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art.1 della L. 23.10.1992, n. 421;

·        Decreto Legislativo n.112 del 31.3.1998 – Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali;

·        D.Lgs 229/99 – Norme per la razionalizzazione del servizio sanitario nazionale;

·        Legge 328/2000 – Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;

·        DPCM 30.3.2001 – Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell’art. 5 della Legge 328/2000;

·        DPCM 29.2.2001 – Atto di indirizzo e coordinamento sull’integrazione socio-sanitaria;

·        DPCM 29.11.2001 – Livelli essenziali di assistenza;

·        Piano Sanitario Nazionale 2003/2005;

·        Legge Regionale n. 25/97 – Riordino del Sistema socio-assistenziale;

·        Piano Sanitario Regionale 1997/1999;

·        Legge Regionale n. 1 del 12.1.2000 recante norme per la promozione del Volontariato;

·        Piano Regionale Socio-Assistenziale di cui alla Deliberazione Consiglio Regionale n. 1280 del 21.12.2000

·        Legge Regionale 39/01 - Riordino del sistema sanitario regionale;

·        Legge Regionale del 2.2.2004 n. 1 – Legge finanziaria Regione Basilicata.

·        Art. 2222 c.c.;

·        Art. 409 c.p.c..

 

Tale contesto normativo ha attribuito maggiori poteri agli Enti Locali, che dovendo perseguire gli interessi generali della comunità locale estesa, sono diventati anche contitolari della promozione del benessere dei cittadini, facendosi garanti dell’erogazione di ben identificati servizi di tipo sociale ed assistenziale, oltre che fungere da recettori delle problematiche della comunità, avviando quindi un processo di umanizzazione dei servizi,  volto a rendere effettivi:

·          il diritto di tutti al pieno sviluppo della personalità nell’ambito dei rapporti familiari e sociali,

·          il diritto al soddisfacimento di esigenze essenziali di vita, con misure volte al sostegno del nucleo familiare o del singolo;

·          il diritto alla promozione, al mantenimento e recupero del benessere fisico-psichico, con misure volte a favorire condizioni  di opportunità utili per l’effettiva realizzazione della persona.

Parallelamente, riconoscendo ruoli già consolidati, sono state attribuite funzioni analoghe a quelle svolte dai tradizionali soggetti istituzionali, anche a soggetti sociali fautori di cittadinanza attiva (Terzo Settore). Tali funzioni si realizzano attraverso la tutela e l’integrazione delle persone svantaggiate, con un assunto di responsabilità comunitaria, pubblica e perciò condivisa con il soggetto “Ente Locale”, senza confusione di ruoli, bensì con la partecipazione alle funzioni pubbliche nell’ambito delle comunità locali.

Le risorse umane dei Punti  Salute

La complessità delle funzioni e dei servizi che ciascun “Punto Salute” deve svolgere ed erogare, necessita, quindi, della coesistenza e cooperazione di figure professionali variegate (di provenienza sanitaria e sociale) ed opportunamente formate, quali:

·          Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta;

·          Psicologi;

·          Assistenti Sociali;

·       Facilitatori – Agenti di cambiamento (con il compito di facilitare l’individuazione e la soddisfazione dei bisogni, delle attese, dei desideri e delle preoccupazioni del paziente, sviluppando l’empatia, l’ascolto, la comunicazione e il coinvolgimento diretto del paziente);

·          Sociologi;

·          Autisti (figure professionali   necessarie a mantenere attivi ed efficienti i trasferimenti ed i relativi trasporti, da/per i “Punti Salute” e da/per i poli d’eccellenza e/o i presidi ospedalieri).

Tali operatori gestiranno interventi integrati socio-sanitari-assistenziali, superando la logica settoriale degli specialismi, che consentiranno di:

·          migliorare la qualità della vita dei pazienti (superamento di stress, valorizzazione delle relazioni sociali, cambiamento dello stile di vita, equilibrio psico-affettivo);

·          favorire la corretta applicazione dei protocolli terapeutici (decentramento dei servizi ospedalieri, diminuzione dei tempi diagnostici, regolarità delle terapie e del follow-up, tempestività dell’intervento);

·          valutare l’incidenza dei fattori psico-sociali sul ben-essere dei pazienti (attivazione di reti informali e formali, superamento di stress da sovraccarico funzionale del nucleo familiare, relazione con il corpo mutato dalla malattia, rafforzamento della volontà di cura);

·          stimare le conseguenze economiche delle variazioni indotte nei profili di trattamento, valutando i fattori tempo/costo/risultato.

Nel punto di salute si accoglie la domanda, sia essa sanitaria, sociale o socio-assistenziale che viene poi analizzata per determinare le caratteristiche del bisogno e per orientare ed accompagnare l’utente verso il servizio competente, in caso di bisogni semplici, oppure, in casi di bisogni complessi, per attivare l’intervento dell’èquipe integrata. L’èquipe integrata, che ha al suo interno figure sociali e sanitarie, compresi il MMG ed il PLS , nonché gli operatori sociali comunali, definisce un progetto individualizzato d’intervento con l’ottica del case management.

Nell’ambito dell’èquipe integrata assume un particolare rilievo il ruolo del MMG e PLS, reale “mediatore culturale”, in quanto storicamente riferimento di fiducia dell’assistito per tutti i bisogni, anche quelli non strettamente sanitari, così come emerge con chiarezza dall’indagine effettuata nell’ambito del Piano di Salute della Asl N.1.

D’altro canto, anche il PSN 2003-2005 indica con determinazione la necessità che i MMG e PLS giochino un ruolo  centrale nell’organizzazione sanitaria del territorio e nel governo dei percorsi sanitari in raccordo con le altre presenze  territoriali, proprio alla luce del gradimento dei cittadini verso l’assistenza di base.

Nell’organizzazione sanitaria territoriale della Asl 1 e, quindi, nel Punto di Salute, il MMG e PLS rappresentano:

·        l’elemento fondamentale nelle dinamiche di “presa in carico del paziente”;

·        la propaggine più prossima al paziente della rete dei servizi sanitari;

·        la porta d’accesso ed il garante della scelta tempestiva ed idonea dei percorsi diagnostico-terapeutici;

·        il responsabile, nell’ambito delle proprie attribuzioni, dell’economicità complessiva dell’assistenza;

·        il co-protagonista nell’attuazione di modalità assistenziali alternative al ricovero;

·        il “tutor” del paziente nella complessa navigazione tra le differenti forme assistenziali;

·        il traduttore “umanizzante” del rapporto con l’impersonalità dei servizi;

·        il fattore determinante della crescita della fiducia dei cittadini nel sistema dell’assistenza sanitaria.

Attività dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nel complesso delle attivita’ del Punto di Salute

Per quanto attiene le attività integrate socio-sanitarie-assistenziali, ogni medico è tenuto a garantire per i propri assistiti:

·        la segnalazione delle situazioni di disagio che necessitano di interventi complessi ed integrati;

·        la partecipazione alle équipe integrate e ai relativi progetti individualizzati;

·        l’ esecuzione di attività di assistenza nell’ambito delle forme alternative al ricovero quali assistenza domiciliare integrata, protetta, residenziale e semiresidenziale;

·        la collaborazione nella realizzazione dei progetti aziendali nel campo della promozione degli stili di vita e della prevenzione.

 

Al fine di perseguire il miglioramento dell’appropriatezza delle cure ogni medico dovrà:

·        porre attenzione ai profili economici nella prescrizione delle terapie farmacologiche e degli accertamenti diagnostici, partecipando direttamente alla progettualità aziendale finalizzata alla razionalizzazione di dette prescrizioni in tutti i suoi aspetti, da quello di tipo gestionale-amministrativo (comprensione dell’applicazione di parametri costi/efficacia) a quelli di tipo analitico e clinico-farmacologico (uso di linee guida diagnostico-terapeutiche, sviluppo e valutazione di protocolli terapeutici ambulatoriali ed ospedalieri, partecipazione a studi di farmacoepidemiologia);

·        mettere in atto tutte le azioni miranti alla riduzione della migrazione sanitaria e dei ricoveri impropri favorendo l’ingresso dei pazienti in percorsi di cura all’interno delle strutture territoriali ed ospedaliere della Asl 1;

·        monitorare il ricorso alle strutture ospedaliere ed al Pronto Soccorso al fine di ridurne i parametri di inappropriatezza

·        assicurare la partecipazione alle attività di pianificazione e verifica degli obiettivi di salute dell’azienda;

·        garantire l’aggiornamento continuo sui risultati scientifici della medicina basata sull’evidenza e sulla strutturazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

 

L’Azienda USL e gli Enti Locali devono concorrere nella sperimentazione di forme gestionali che garantiscano complessivamente la salute ed il “ben-essere” del cittadino (insieme dell’assistenza sanitaria, socio-sanitaria, sociale) su base distrettuale, con metodi integrati ed innovati (rete organizzativa, informativa e della telemedicina), realizzando:

·          l’individuazione del “mix” di servizi adatti a soddisfare il bisogno di salute del cittadino;

·          la “navigazione assistita” nella rete dei servizi con l’approccio della “presa in carico”.

 

IL PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE GESTIONALE “PUNTI DI SALUTE” ASL 1

Il progetto ha l’obiettivo di attivare sul territorio dell’Azienda USL n.1 di Venosa, n.10 Punti di Salute.

I Punti di Salute, luogo dove si realizza l’offerta delle prestazioni socio-sanitarie, sono concepiti per promuovere l’integrazione delle competenze professionali, umane, tecniche e logistiche dei 10 comuni individuati e della ASL 1, presentando l’insieme delle azioni con interventi integrati socio-sanitarie e socio-assistenziali.

Nella gestione dei Punti di Salute troveranno impiego prioritario alcuni dipendenti disoccupati operanti nel settore (ex-A.I.A.S.) in ragione delle tipologie professionali necessarie alla funzionalità di servizi da implementare.

L’innesto delle risorse umane ex A.I.A.S. tramite un cammino programmato di tipo formativo per costruire la skill del facilitatore, è ritenuto utile per potenziare l’assetto organizzativo, assicurato con metodo interdisciplinare dalle figure già operanti nei Comuni e nella ASL.

I Punti di Salute attuano 4 obiettivi strategici nella programmazione sanitaria:

  1. Costituire un entroterra comune di conoscenza socio-sanitaria che consenta all’èquipe formale/informale, pubblico/privata, sanitario/sociale di lavorare in maniera integrata nelle varie fasi dell’assistenza alla “persona” utilizzando terminologia, metodologia, strumenti ed organizzazioni reciprocamente note.

  2. Coordinare sinergicamente le risorse umane e tecnologiche che si occupano sia della malattia che della condizione di bisogno derivante dalla diminuita capacità del soggetto “malato” evitando contrasto/duplicazione degli sforzi socio-assistenziali e sanitari.

  3. Mettere a disposizione del cittadino, lì dove egli si trova, strutture polifunzionali ed integrate dal punto di vista dell’assistenza socio-sanitaria che si facciano carico della persona ammalata rendendo presente il servizio socio-assistenziale e consentendo il superamento delle barriere geomorfologiche e l’inadeguatezza del sistema dei trasporti e dell’accesso alle strutture istituzionali (presidi ospedalieri).

  4. Utilizzare le reti ed i sistemi di comunicazione per integrare la rete dell’assistenza socio-sanitaria mediante lo sviluppo di sistemi informativi unificati e la distribuzione delle informazioni.

La gestione del progetto sarà operata congiuntamente dall’Azienda e dagli Enti Locali ognuno per le parti di propria competenza sotto il coordinamento dell’Azienda USL.

Il progetto ha le caratteristiche dell’innovazione e della sperimentazione ai sensi dell’art. 9-bis del D.Lgs 502/92 e della Legge 142/90, perché i  Punti di Salute sono un modello nuovo di assistenza socio-sanitaria, non già operante nel sistema attuale e che necessita di una fase di incubazione che successivamente, qualora validata, può essere traslata nell’assetto ordinario delle relazioni tra il sistema sanitario e gli Enti Locali.

Il progetto si articolerà secondo 3 fasi:

Fase

Durata

Attività

Fase 1: Set-Up

6 Mesi

PROTOCOLLO D’INTESA

Allestimento delle infrastrutture

Implementazione dei sistemi tecnologici

PREINSERIMENTO LAVORATIVO

Avvio delle procedure

Fase 2: Sperimentazione

30 mesi

Gestione sperimentale dei servizi

Fase 3: Gestione Ordinaria

 

Esercizio a regime delle strutture derivanti dalla sperimentazione gestionale

Autorizzato il progetto,  verrà stipulato protocollo d’intesa tra la ASL n. 1 e le Amministrazioni Comunali interessate, in forza del quale ci sarà la condivisione del progetto e delle fasi attuative, la definizione dei reciproci impegni, gli aspetti giuridici e finanziari legati all’attuazione del progetto.

Fase 1 – Set-up (6 mesi)

In tale fase verranno realizzate le seguenti azioni:

Potenziamento degli uffici sociali dei Comuni che ospiteranno i Punti di Salute. Sulla base della integrazione dell’apposita scheda del Piano Sociale di Zona, le figure professionali, già previste, saranno potenziate con l’inserimento di nuove figure come di seguito esposte:

 

Facilitatori

Autisti

Sociologo

TOT

S. Fele

2

1

 

3

Lavello

2

 

 

2

Melfi

3

 

1

4

Rapolla

1

 

 

1

Rionero

3

 

 

3

Genzano

2

1

 

3

Venosa

3

 

 

3

Pescopagano

2

 

 

2

Atella

1

 

 

1

Barile

1

 

 

1

TOT

20

2

1

23

 

Scopo di questa prima fase è la verifica concreta della integrazione dei servizi sociali e sanitari, testando presso la popolazione le scelte strategiche contenute nel progetto. Le figure aggiuntive saranno reperite dai Comuni mediante rapporti di Collaborazione a progetto della durata di mesi sei, attingendo a  profili professionali esperti nell’ambito socio – sanitario, privilegiando la ricollocazione delle figure dei 23 licenziati ex AIAS. Il finanziamento della spesa sarà assicurato da risorse regionali aggiuntive alla dotazione del Piano Sociale di Zona. 

Protocollo d’intesa ASL 1/Comuni

L’Azienda Sanitaria USL n. 1 di Venosa, definisce, con i 10 Comuni dove sorgeranno i Punti di Salute, appositi Protocolli d’intesa per ratificare la comune volontà di realizzare la complessiva progettualità scaturente dalla Sperimentazione Gestionale, in sintonia con le linee di intervento del Piano di Salute e dei Piani Sociali di Zona.

I protocolli regolamenteranno:

·        Condivisione del progetto

·        Fasi attuative del progetto

·        Definizione dei reciproci impegni

·        Aspetti giuridici e finanziari legati all’attuazione del progetto.

Allestimento infrastrutture

Saranno allestite le infrastrutture destinate ad ospitare i Punti-Salute. L’Azienda USL e gli Enti Locali individueranno congiuntamente i luoghi fisici nei quali insediare i Punti Salute e provvederanno ad eseguire eventuali piccole opere di adeguamento funzionale (come in allegato).

Sistemi Tecnologici

Saranno progettati ed implementati i sistemi tecnologici. L’Azienda USL acquisirà ed implementerà le tecnologie dei sistemi informativi e della telemedicina in grado di assicurare i processi di “case management”, presa in carico, gestione integrata e di teleconsulto/telediagnosi (come allegato).

Preinserimento lavorativo

Per tutta l’équipe addetta al Punto di Salute, composta come da progetto, è allestita una attività di trasferimento di competenze tecnico – organizzative tale da rendere l’équipe immediatamente operativa attraverso un percorso di assimilazione degli indirizzi, delle direttive in materia socio – sanitaria e di attuazione del modello innovativo del progetto di sperimentazione gestionale dei Punti di Salute. 

Avvio Sperimentazione

Saranno avviate le procedure organizzative. L’Azienda USL e gli Enti Locali predisporranno gli organi della sperimentazione (gestione, coordinamento, indirizzo tecnico-scientifico) e le procedure guidate per la navigazione/presa in carico nel mix dei servizi.

Verranno, altresì, espletati bandi da parte degli Enti Locali ovvero dell’Azienda USL, su delega dei primi,  in ragione delle risultanze delle analisi che le stesse istituzioni avranno congiuntamente condotto, per l’individuazione dei soggetti del terzo settore, con i quali “concertare e coprogettare”, con modalità innovative e sperimentali, l’affidamento delle competenze socio-assistenziali nell’ambito dell’erogazione dei servizi alla persona (art. 40, L.R. n. 1/2004 – Legge finanziaria Regione Basilicata).

Il personale verrà assegnato agli Enti Locali aderenti al progetto, come di seguito indicato:

 

Facilitatori

Autisti

Sociologo

TOT

S. Fele

2

1

 

3

Lavello

2

 

 

2

Melfi

3

 

1

4

Rampolla

1

 

 

1

Rionero

3

 

 

3

Genoano

2

1

 

3

Venosa

3

 

 

3

Pescopagano

2

 

 

2

Atella

1

 

 

1

Barile

1

 

 

1

TOT

20

2

1

23

 

Descrizione

Costo per Punto Salute

Totale

Personale

 

€          293.335

Adeguamento Infrastruttura

15.000

€          150.000

Acquisto Attrezzature

25.000

€          250.000

Preinserimento lavorativo

 

€            30.000

Totale Costi Fase I:Set-Up

 

€      723.335

 

Si riporta di seguito la tabella esplicativa dei costi del personale, relativamente alla prima fase, suddivisi per comune:

Comune

Costo

S. Fele

 €                   35.403

Lavello

 €                   23.602

Melfi

 €                   60.592

Rapolla

 €                   11.801

Rionero

 €                   35.403

Genzano

 €                   35.403

Venosa

 €                   35.403

Pescopagano

 €                   23.602

Atella

 €                   11.801

Barile

 €                   11.801

TOT

 €                     284.813

Fase 2 – Sperimentazione (successivi 30 mesi)

Contenuti della Sperimentazione

In tale fase le strutture della sperimentazione gestionale andranno in esercizio e verranno erogate, nelle nuove forme, i servizi di competenza istituzionale. Il nuovo modello di accesso unitario ai servizi sanitari e sociali, avviene attraverso l’attivazione del Punto Salute, nel quale operano le figure di base del processo asssistenziale, nelle componenti sanitaria, sociale e socio-assistenziale. Qui viene fatta una prima analisi del bisogno, che viene classificato come semplice, se il suo soddisfacimento può essere affidato alle strutture di base, o complesso, se richiede competenze professionali integrate, in un ottica  multidisciplinare e polispecialistica, che ne prevede la presa in carico e l’assistenza lungo tutto il percorso diagnoco-clinico-terapeutico individuato dall’èquipe integrata. Le nuove forme di assistenza si concretizzano quindi nel passaggio dalla logica della prestazione, quale intervento riparatorio e di rimedio (fase della eccessiva settorializzazione) al sistema del "prendersi in cura" ove il percorso assistenziale, sanitario e sociale diventa “personalizzato”, quindi la presa in carico dei problemi non parte dal sistema di offerta ma dall'analisi dei bisogni  della persona e della famiglia. In tale ottica è evidente che il lavoro in rete tra medici specialisti e di medicina generale, psicologi/psichiatri, assistenti sociali, infermieri e tecnici richiede accrescimento della professionalità ed il soddisfacimento delle esigenze di versatilità e flessibilità e di attuazione dei principi fondamentali delle politiche socio – sanitarie.

L’équipe socio - sanitaria ha in sé un approccio multidisciplinare poiché tende all’integrazione e al coordinamento degli interventi sia in campo sociale sia in campo sanitario . La multidisciplinarietà, resa possibile dall’interazione di più professionisti e da un’azione formativa specifica, assicura quindi l’intervento sul soggetto nella sua globalità, considerando la salute e lo star bene come l’esito di fattori non solo biologici o psicologici individuali, ma anche relazionali ed ambientali. La gestione di tali attività costituisce il fondamento della sperimentazione gestionale proposta, nei termini in cui i soggetti coinvolti e compartecipanti all’erogazione dei servizi sanitari, sociali ed assistenziali, ognuno per propria vocazione, perseguono un ottica di elevata integrazione orizzontale, con la finalità di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati, aumentarne la diffusione sul territorio e ridurne la spesa. Specificatamente, gli attori della sperimentazione gestionale sono l’azienda USL n. 1 di Venosa, i 10 comuni che hanno aderito all’iniziativa ed un soggetto esterno individuato con le procedure ad evidenza pubblica espletate nella fase precedente, a cui, nell’ambito di quanto previsto dalla Legge finanziaria regionalen. 1/2004, art. 40, e collegata normativa, sarà affidata la gestione delle funzioni socio-assistenziali integrate dei Punti Salute, con il coordinamento degli Enti Istituzionali, e nella quale troveranno impiego prioritario alcuni dipendenti disoccupati, operanti nel settore (ex-A.I.A.S.), già formato come facilitatore ed autisti  nella fase 1.

La distribuzione del personale necessario all’attivazione dei 10 Punti Salute è riportata di seguito:

 

Facilitatore

Autisti

Sociologo

TOT

S. Fele

2

1

 

3

Lavello

2

 

 

2

Melfi

3

 

1

4

Rapolla

1

 

 

1

Rionero

3

 

 

3

Genzano

2

1

 

3

Venosa

3

 

 

3

Pescopagano

2

 

 

2

Atella

1

 

 

1

Barile

1

 

 

1

TOT

20

2

1

23

La gestione delle attività verrà eseguita, come indispensabile per una sperimentazione gestionale, secondo principi di miglioramento costante della qualità, predisponendo tecniche di auditing e di introduzione delle azioni correttive di miglioramento del sistema in modo da renderelo sufficientemente maturo per:

·          Dimostrare la propria efficacia aumentando l’offerta di salute sul territorio, in termini di percorsi assistenziali programmati, comprensivi di tutti gli step diagnostici e terapeutici con il risultato di una maggiore soddisfazione del bisogno assistenziale della popolazione interessata e del miglioramento della qualità percepita della risposta assistenziale.

·          Dimostrare la propria efficienza ottimizzando l’organizzazione dei servizi in modo da rendere ogni operatività snella, flessibile ed economicamente adeguata;

·          Documentare la propria organizzazione in modo da rendere il modello derivante dalla sperimentazione replicabile/adattabile alle altre realtà dell’assistenza in ambito regionale/nazionale.

I costi della Sperimentazione

Per tale fase la Regione Basilicata assicura il finanziamento delle attività entro il quadro economico di seguito riportato e riferito alla durata complessiva di 30 mesi.

Descrizione

Totale

Personale

 € 1.466.673

Utenze

 €    250.000

MMG - Pediatra - Continuità Assistenziale (equipe territoriale)

 €    500.000

Formazione

 €      37.500

Totale Costi Fase II: Sperimentazione

€ 2.254.173


 

Fase 3 – Gestione ordinaria

Il processo di innovazione seguito, produrrà al termine della sperimentazione gestionale, un’organizzazione dei servizi sanitari, sociali e socio-assistenziali, fortemente integrata e diramata sul territorio in maniera capillare. Con l’entrata a regime dei Punti Salute, si sarà creato un riferimento forte per la popolazione in risposta alla domanda di salute, e le istituzioni preposte avranno di contro creato uno strumento flessibile, efficiente e efficace di offerta dei servizi. In questa ottica gli Enti Locali e l’Azienda Sanitaria potrebbero sostenere i costi dei servizi innovativi avviati nella loro formula definitiva,  avvalendosi delle economie che il lavoro sinergico e congiunto dei vari soggetti, avrà progressivamente reso disponibili. Si potrebbero creare quindi delle “Entità” miste, senza scopo di lucro, in cui la presenza della Aziende Sanitarie garantirebbe l’unitarietà del sistema sanitario, la presenza dei comuni assicurerebbe la rappresentanza delle comunità locali, l’integrazione tra il settore sociale e sanitario e la condivisione di obiettivi di salute da perseguire con interventi integrati con la partecipazione di eventuali soggetti appartenenti al Terzo settore, che potrebbero continuare nella gestione integrata dei Punti Salute, stanti le risultanze dell’analisi condotta dai soggetti istituzionali durante ed al termine della sperimentazione. Tali “Entità” miste, avrebbero come fine istituzionale la salute ed il benessere sociale e non solo l’offerta di prestazioni, ed avrebbero, inoltre, come presupposto, quello di favorire la partecipazione alle scelte dei  servizi socio – sanitari dei cittadini e delle loro rappresentanze istituzionali e associative. La sostenibilità economica di tali servizi potrà essere certamente garantita dalle economie che il lavoro congiunto e sinergico dei soggetti istituzionali nella gestione delle attività socio-sanitarie-assistenziali avrà progressivamente reso disponibili. Ciò potrà consentire di migliorare la qualità dei servizi resi al cittadino in un quadro di complessiva tenuta nell’impiego delle risorse economiche disponibili in ambito regionale. In questa Fase potrà essere assicurata anche la definitiva collocazione del personale formato ex AIAS nell’ambito delle formule di gestione ordinarie dei Punti Salute con il concorso dell’ASL e dei Comuni.

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